giovedì 15 novembre 2007

Il Calcio s'arrende a un buco

(tratto dalla Gazetta dello Sport - 12/11/07) di Luigi Garlando

Nel momento in cui Doni, a nome di tutti i giocatori, della terna e dei garanti dell'ordine, ha fato quella specie di inchino per avvicinare l'orecchio al buco nel vetro, il calcio ha firmato la sua resa.
...Dai buchi delle curve scivol in campo da anni la logica dei violenti, che disciplina anche la distibuzione dei biglietti, e che ieri ha celebrato la propria onnipotenza.
Dalla breccia di Porta Bergamo sio entrati nel nuvo Far West, terra senza legge, dove domina il più forte. Partita sospesa anche a Taranto, a Roma gli ultrà hanno assaltato una caserma e devastato il Coni. Scenari da golpe sudamericano. Il giorno nero dei vetri rotti: da pallottole e da tombini.
Usciremo dal Far West solo quando non avremo più paura degli ultrà; quando non ne saremo più ostaggio; quando lo Stato garantirà ai bambini, che ieri a Bergamo piangevano, la possibiltà di andare allo stadio sorridendo come quando vanno all'oratorio; quando i giocatori potranno rispondere "Noi giochiamo", senza temere ripercussioni; quand i padroni dello stadio saranno gli spettatori che ieri a Bergamo fischiavano perchè volevano la partita.
Lo stadio è un territorio che lo stato civile deve riconquistare, tappando i buchi nelle curve, chiudendo le fogne, creando condizioni di legalità e di sicurezza per chi lo frequenta. Senza vergognarsi di rinnegare steward inermi, se è un lusso che non possiamo ancora permetterci. Poi, un domani, ragioneremo se abbattere le barriere, come nei Paesi sportivamente educati. Ma non a scarpate.

0 commenti: