64a Mostra del Cinema di Venezia, incontriamo i sei componenti dei Negramaro, di ritorno dall’esperienza americana, insieme ai due giovani registi che hanno diretto il rockumentary "Dall' altra parte della luna", dedicato alla fortunata band salentina.
Fan in delirio da tutta Italia, un album in America, adesso addirittura un film su di voi presentato, come se non bastasse, ad uno dei festival internazionali cinematografici più prestigiosi: una scalata al successo pianificata o una sorpresa improvvisa?
Giuliano Sangiorgi (frontman,cantante): Ma no, la Mostra del cinema di Venezia non era nelle intenzioni.
Io non riesco a credere che sia così strano vedere dei cantanti ad un festival cinematografico, anche perché noi abbiamo realizzato già una colonna sonora, per il film "La febbre". "Dall'altra parte della luna" è nato così, da solo: noi non abbiamo fatto proprio niente, siamo stati sette mesi insieme a Davide e Dario (rispettivamente Marengo e Baldi, i registi di “Dall’altra parte della luna” n. d. R.) ma non li abbiamo mai visti, né sentiti.
Sono stati molto bravi in questo.
Dario Baldi: In effetti non c’è mai stata una grande meditazione dietro, ci siamo buttati a capofitto nella vita di questi sei ragazzi.
Ecco perché amiamo definire il nostro film un “rockumentary”: ci siamo rifatti ai vecchi film degli anni 70, quelli sulle creazioni dei Rolling Stones o
dei Pink Floyd.
Non c’è mai stato però un intento celebrativo, ma un spirito di verità nel bene e nel male. Tutto è stato improvvisato al momento.
Davide Marengo: I Negramaro ci hanno lasciato grande libertà espressiva, oltre che di contenuto e non finiremo di ringraziare la produzione per la fiducia che ci è stata accordata.
Una domanda sul cinema, allora: quali sono i registi con cui vorreste lavorare un domani?
G. Sangiorgi: Vi svelo un sogno: mi piacerebbe scrivere canzoni per Christopher Nolan, il suo "Memento" è un capolavoro, o anche per Gus Van Sant, perché no!
Jovanotti vi definisce un raro esempio di rock band italiana: cos'è per voi il rock?
G. Sangiorgi: La musica è la decantazione dell'anima e la forza è la possibilità di rivalsa dell'uomo. Quindi rock inteso come roccia.
Danilo Tasco (batterista): Io sono quello che definiscono più rockstar del gruppo, che poi non è vero. Credo che il rock sia una sensazione che se ti arriva la senti, ma se non ti arriva… è facile dire che il rock è morto.
C’è un grande nome della musica italiana dietro il vostro progetto artistico, ed è quello di Caterina Caselli. Che ne pensa dell’incontro creativo fra musica e cinema?
G. Sangiorgi: Caterina Caselli è la nostra amica, sorella e non solo: parliamo sempre di arte.
C. Caselli: Ho creduto subito in questo gruppo, formato sì da un leader, ma in realtà ognuno di questi ragazzi porta una propria ricchezza all'interno della band. Attraverso questo film si vede cosa c'è dietro al loro disco, si nota il lavoro combinato di diverse professionalità.
Unire le competenze oggi è un discorso necessario: l'universo digitale consente a creatività diverse di lavorare assieme e sono convinta, per questo, che la fonte creativa di artisti come i Negramaro possa andare oltre ad un ambito meramente musicale.
Per questo abbiamo creduto nel progetto cinematografico, un ottimo esperimento fra cinema e arti visive che, a seguito del tour in ottobre, verrà portato anche nelle scuole e presentato così agli studenti. Vogliamo far toccare con mano ciò che questo film esprime: la passione vera, sincera, l'energia che questi sei ragazzi riescono a trasmettere e trasportare ovunque.
Raccontateci dell'esperienza americana: com'è nata l'idea di mollare tutto e andare a San Francisco?
G. Sangiorgi: E' stato tutt'altro che inseguire il classico "sogno americano", volevamo solo ritrovare noi stessi e la nostra musica, sentirci di nuovo nessuno, ricominciare da capo, insomma. Un po' come agli inizi, quando si suonava per i paesini vicino casa o nelle cantine salentine. Era stupendo.
Un ritorno alle origini che, d'accordo, non sarà il "sogno americano", ma deve pur essere il coronamento del vostro sogno almeno artistico, visto il successo che ne state riscuotendo e l'entusiasmo con cui promuovete, ad esempio, questo film.
G. Sangiorgi: Certo, quello che viviamo ogni giorno è il sogno che avevamo sin da piccoli, che ci porta a sentirci in vacanza anche se lavoriamo 36 ore al giorno.
Se avessimo tutti l'occasione di fare il lavoro che più ci piace, quello che ognuno di noi ha sempre sognato di fare, ecco, credo che vivremmo finalmente in una società felice, milioni e milioni di individui felici e allora si potrebbe dire che sì, è vero, il lavoro nobilita l'uomo.
(tratto da www.girlpower.it)
2 commenti:
ke bello hanno vinto al festivalbar
sono troppo felice
è vero.. vincitori assoluti del Festivalbar..
complimentoni!!
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