Fatto sta che secondo il National Center for Missing and Exploited Children (Centro nazionale per i bambini scomparsi e sfruttati sessualmente), nel 2005 negli Usa ci sono stati più di 1.200 casi di ragazzini "agganciati" da adulti via internet ed il dato è stato stimato in crescita negli ultimi anni.
Nei blog spesso vengono raccontate banali cronache quotidiane, infagottate di emozioni personali. Tuttavia, però, al loro interno si possono leggere anche notizie intime che possono finire nelle mani di persone sbagliate. Ed è proprio a tal proposito che è scoppiata la rivolta delle scuole americane giungendo addirittura, in qualche caso, a proibizioni classiche di paesi dittatoriali ed irreggimentati.
Strabordanti di colori e fantasia, pensieri intimi, fotografie strampalate, racconti carichi di istinto, rabbia, amore. Tutto questo ha suscitato la preoccupazione di presidi e insegnanti i quali sono giunti alla conclusione che informazioni di questo tipo possono creare seri problemi. Perché il pericolo non deriva soltanto dalle intenzioni di possibili malintenzionati che, sfruttando il contatto sul web, possano incontrare i ragazzi ed abusare di loro, come tra l'altro è già accaduto, ma che quelle informazioni personali su lezioni e pagelle, corsi ed esami universitari, possano finire nelle mani di pubblicitari o di un potenziale datore di lavoro e danneggiare, in maniera inconsapevole, se stessi, altri studenti e gli insegnanti.
Da ciò, sono partiti severi provvedimenti vietando dunque ai ragazzi di utilizzare i weblog, talvolta contattando i genitori, altre volte vietando di utilizzare l'e-mail dell'istituto per l'iscrizione al servizio. Una proibizione, in ogni modo, difficile da far rispettare. In ogni caso, da tutto ciò emerge fortunatamente una consolazione. Per i genitori, infatti, le esperienze raccontate dai figli sui blog sono gonfiate a dismisura. E Secondo gli psicologi i teenager, quando si raccontano on-line, “si dipingono come persone molto più audaci, sfrenate e aggressive di quel che sono realmente”. La prova ce la offre Amanda , del Wisconsin, che, ad appena 12 anni scrive di esser "single" e racconta di inverosimili “sbornie a base di cocktail alla frutta”.
Le accuse però non piovono solo dal fronte scolastico. Daniel Lyons, un giornalista scritturato da Forbes, non si esime affatto nello sferrare un vero e proprio “Attacco ai Blog”, senza risparmiare nessuno. Il giornalista, infatti, li considera “uno strumento pericoloso, in grado di riportare un'enorme quantità di informazioni false e spesso tendenziose. Uno strumento simile è in grado di arrecare gravissimi danni, è perlopiù al di fuori di ogni controllo ed ha un potere enorme, soprattutto di matrice distruttiva.”
Accuse dopotutto non totalmente infondate. Lyons, difatti, costruisce la propria tesi affermando che “dietro ai blogger spesso si nascondano persone interessate a volere il male altrui e dunque si spingono in critiche ed accuse faziose e prive di base” sostenendo anche che “alcune compagnie ora usano i blog come un'arma”
Insomma, dei veri e propri attacchi diretti che mirano a scardinare lo strumento, inventato nel 1997, più di moda tra i teenagers. Sicuramente le accuse e le preoccupazioni sono fondate, ma agire, come hanno fatto in USA, tagliando le ali ai ragazzi proibendone l'utilizzo, produce soltanto un effetto negativo senza risultato. La via migliore è spiegare la “possibile” pericolosità, ed impegnarsi affinché vengano utilizzati con la dovuta accortezza, facendo presente che dopotutto, sono sempre diari pubblici alla mercè di uno svariato numero di persone.
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